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venerdì 7 settembre 2012

MELE AI CACCIATORI IN CAMBIO DI CADAVERI DI GHIANDAIA

Casse di mele e rimborso dei proiettili ai cacciatori, in cambio
di cadaveri di ghiandaie. Succede nella "ridente" Val D'Aosta,
una barbarie promossa da una cooperativa frutticola, la Cofruits
di Saint-Pierre, di comune accordo con l'assessorato regionale
all'agricoltura, ed il Corpo Forestale... ma complimenti !!
La dieta della Ghiandaia è composta da uova d'uccello,
piccoli topi, insetti e larve. Arricchita anche con vegetali;
ghiande, noci, fagioli, piselli, patate, mele, fichi, bacche.

In inverno raccoglie e stiva le provviste nella corteccia,
nei ceppi o nel suolo del sottobosco. Grazie a ciò è in
grado per tutto l'anno di mangiare il suo cibo preferito :
le ghiande!! ecco, per quello si chiama così… sennò si
sarebbe chiamata Melaia, o no?? E che siamo scemi??

Inoltre mi chiedo come è possibile che le ghiandaie si
nutrano del 40% delle mele valdostane e neanche un po’
delle (ben più famose e prelibate) mele del trentino !?
Sicuramente le mele coltivate in un terreno così inquinato
non avranno chissà quale eccelsa qualità, dato che già solo
1 cartuccia del 12 (oltre all’involucro di plastica, al rame,
ed alla polvere da sparo) contiene 32 gr. di piombo, quindi
circa 400 pallini calibro 2mm. e come si sa il piombo è un
grave inquinante, tantè che è stato vietato nelle benzine e
nelle batterie… ai cacciatori no… forse perchè si sa che sono
una razza di trogloditi retrogradi, ottusi, tristi ed impotenti.
Ennesimo regalo ai cacciatori, questi avanzi dell’età della pietra,
malati e  frustrati, che lasciano le loro donne nel caldo del letto,
per andare a “sentirsi uomini”, sparando ai fringuelli…
ai camosci, ed in mancanza d’altro pure ai cartelli…
se si estinguessero i cacciatori, io non ne sentirei la mancanza !









mercoledì 13 giugno 2012

KILLER IN AZIONE, UCCIDERE E' UNA MALATTIA !


LO STANARONO NELLA MACCHIA DOPO UNA AFFANNATA
RICERCA, LUI LI SENTI’ ARRIVARE E COMINCIO’ A FUGGIRE
VERSO LA SPIAGGIA, MA GLI OMICIDI NON SI ARRESERO,
CHIAMARONO COL CELLULARE I LORO COMPLICI A RIVA,
DICENDOGLI DI METTERE A MARE IL MOTOSCAFO, LUI SI
TUFFO’ E COMINCIO’ A NUOTARE CON TUTTE LE SUE FORZE,
TREMANDO DI PAURA, MA GLI ASSASSINI FURONO SU DI LUI
IN UN BATTER D’OCCHIO, LO BRACCARONO GIRANDOGLI
INTORNO… LUI SI LAMENTO’ PIANGENDO E PREGO’ DIO CHE
FACESSERO IN FRETTA ERA STREMATO DALL’INSEGUIMENTO,
INERME ED INNOCENTE… GLI SPARARONO DUE-TRE VOLTE…
AD UNA SPANNA DI DISTANZA COSI’ IMPOTENTI E COSI’
LIMITATI D’AVER PAURA DI MANCARLO. SPIRO’ PENSANDO
AI SUOI PICCOLI, GRONDANTE SANGUE VENNE ISSATO A
BORDO, ORMAI ERA UNA CARCASSA SENZA PIU’  RESPIRO
NE’ BATTITO MA LA SUA ANIMA PERO’ VOLAVA ALTA, I KILLER
RIDACCHIARONO TRA LORO COMPLIMENTANDOSI… POVERI
IGNOBILI FRUSTRATI INFAMI CORNUTI CODARDI IMPOTENTI !


SE PENSAVATE CHE MI ERO INVENTATO TUTTO, VI SBAGLIAVATE !

GEAPRESS – Hanno prima seguito il povero animale dalla collina di
Porto Ercole, sul Monte Argentario. Da lì, incuranti della possibile
presenza delle persone, hanno iniziato a sparare, finché il cinghiale,
terrorizzato, si è gettato in mare. Poteva salvarsi ma, comunicando
tramite un cellulare, i cacciatori hanno attivato un barchino a motore
dal quale, raggiunto l’animale, lo hanno poi centrato furibondi con
diversi colpi di fucile sparati da distanza ravvicinata, a bruciapelo.


LA STORIA E LE ALTRE FOTO QUI :