Se ne sono andati tutti, dopo che il parroco della Basilica di
Viggiano, in Basilicata, ha vietato l’ingresso al loro cane guida.
Una comitiva di non vedenti in gita con l’Unione Italiana
Ciechi di Frosinone, si è sentita costretta ad allontanarsi
senza aver potuto visitare la basilica. Se da un lato non esiste una
vera e propria
regolazione legale all’ingresso degli animali
nei luoghi di culto, dall’altro sono
note due specifiche leggi,
luogo, pubblico o privato che sia, proprio ai cani
accompagnatori
di persone con disabilità. Una portavoce dell’Associazione Non
Vedenti racconta: “Siamo entrati mentre si celebrava il Rosario.
Abbiamo
chiesto la presenza di un sacerdote che potesse raccontarci
la storia della
chiesa e siamo usciti per incontrarlo. Ma proprio
il prete ci ha detto che il
cane non poteva entrare.
Gli abbiamo spiegato l’importanze dell’animale per
orientare
un non vedente ma è stato tutto inutile. A quel punto ce ne siamo
andati. Se non può entrare l’animale non entriamo neppure noi”.
Dice il parroco Don Paolo d’Ambrosio: “Spero che gli ospiti di
Frosinone
possano tornare nella nostra chiesta. Certo durante una celebrazione
occorre rispettare il silenzio della preghiera e…udite, udite : l’handicap
non può diventare un
privilegio” !!??) L’ingresso è stato vietato al cane,
e non c’entrava nulla il dover descrivere a voce la storia
dell’edificio
religioso. E meno male che i rappresentanti della religione cattolica
dovrebbero essere portatori d’amore verso tutte le creature di Dio.
Il povero San Francesco scuoterebbe il capo sconsolato.
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