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lunedì 6 luglio 2020

La leggenda di CYNARA, ovvero : il carciofo è un fiore !

premetto che non me lo aspettavo neppure io :

il carciofo non è una verdura, né un frutto, ma un fiore !



Ma vediamo un po’ che si dice della bella Cynara, 
la ninfa che aveva i capelli biondo cenere, da cui il nome latino di Cynara, 
la carnagione rosata e gli occhi verdi che prendevano riflessi viola. 
Si racconta di lei che fosse orgogliosa. Ebbene, l’orgoglio è il fratello della dignità, 
dov’è il problema? Ma ovunque cerchiate troverete scritto che 
oltre ad essere orgogliosa era volubile. Una traduzione errata, 
o un difetto posto a mitigazione di quel pregio che impedì a Zeus 
di averla tra le sue conquiste? Di lei si dice anche che avesse un carattere ispido 
come una spina ma un cuore tenero e gentile. Ebbene, se ne stava serena tra i boschi, Cynara, e forse non immaginava che la sua libertà di non essere accondiscendente 
col maschio conquistatore per antonomasia l’avrebbe pagata trasformandosi in un ortaggio dalle brattee verdi, con venature biondo cenere e violette 
in ricordo della sua bellezza e un cuore tenero 
che gli umani avrebbero apprezzato… consumandolo a tavola!




Insomma, la bella Cynara conquistò l’immortalità attraverso lo stesso mito 
che ce la mostra colpevole di “insolenza” per aver osato rifiutare quel dio il quale, 
per punizione, la trasformerà in uno spinoso benché squisito carciofo! 
Perché Zeus, come tanti omuncoli incapaci di accettare un rifiuto 
o semplicemente un parere diverso da parte di una donna, 
non resse all’affronto della libertà di scegliere e si macchiò di un crimine che, 
a guardarlo oggi, fuor di leggenda, smonta la sua divinità rendendolo pari 
a uno di quei banali quaquaraquà che se colpiti nella loro nullità 
si trasformano in stalker o addirittura in assassini.


Parlando del carciofo puramente come vegetale, vediamo che si tratta di una 
pianta erbacea perenne il cui fusto sotterraneo (il rizoma) resta dormiente 
dopo la fioritura annuale per poi rigermogliare e produrre nuove piante, 
a meno che non venga espiantato ed essiccato per ottenere rimedi farmaceutici 
ed erboristici e, in quel caso, si ripiantano solo le nuove gemme o si pianta il seme. 
Anche le foglie del carciofo sono utilizzate a livello officinale, mentre 
a scopo alimentare si usa solo la parte superiore, cioè le brattee 
il ricettacolo e lo stelo fiorale che chiamiamo gambo. 



Persino Pablo Neruda ne scrisse un ' ode :
Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l'origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero...




p.s. le foto le ho fatte io nel praticello di dove abito, il carciofo se non colto 
fiorisce proprio così in maniera incantevole, perché è proprio il cuore
che sboccia e dipinge i prati verdi di un intenso viola bluetto.

venerdì 26 giugno 2015

CHIEDIMI PERCHE' VADO PER MONTI...


- Chiedimi perché vado in montagna. Chiedimi perché, 
quando il resto mi sta stretto, l'unica via è il sentiero. Chiedimelo.
- Perché? :
- Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. 
Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
Perché l'unico peso è lo zaino. Non c'è peso per il cuore.
Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. 
Solo un passo dietro l'altro.
Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c'è il tuo corpo, 
che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. 
C'è il cielo con i suoi umori. Non si scherza con la pioggia, 
il vento, la neve o la notte. Devi fare molta attenzione, 
e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti, 
erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano. 
Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, 
ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.
Forse è per questo che, sopra tante vette, 
telefonini e internet funzionano a singhiozzo... 
è la natura che ti dice: "Lascia stare, lascia stare il superfluo. 
Stai con gli amici. Stai con gli animali. 
Stai con te stesso. Non ti serve nient'altro". (Valeria Tonella)


(entrambe le foto sono relative ai Corni di Canzo - Como)

mercoledì 2 aprile 2014

I CACCIATORI AMANO LA NATURA.





17.500 tonnellate annue di piombo. 
150 milioni di uccelli migratori massacrati 
ogni anno. 300 milioni di altri animali morti 
per 800mila cacciatori che amano la natura




In un solo anno i fucili dei cacciatori italiani sparano sul territorio 
del Belpaese 500 milioni di cartucce. A raccoglierle tutte se ne farebbe 
un mucchio di 11.000 metri cubi. Vengono così disperse nell’ambiente 
17.500 tonn annue di piombo sotto forma di pallini, un diluvio di frammenti 
velenosi che si accumula sul fondo di laghi, fiumi, stagni e boschi italiani, 
che già non godono di buona salute. Senza contare le tonnellate di plastica 
dei bossoli, che per legge i cacciatori avrebbero l’obbligo di raccogliere. 

Questa pioggia di piombo serve infatti a far fuori, 12.000 lepri all’anno, 
24.000 fagiani e 3.000 cornacchie nella sola provincia di Mantova, 
38.000 fagiani, 27.000 allodole, 50.000 cesene, 90.000 merli e 
300mila tordi nella provincia di Bergamo, oltre 1 milione di animali, 
di cui 7.000 lepri, 26.000 fringuelli (specie protetta!) e 12.500 
passeri (specie protetta!) nella sola provincia di Brescia. 
Moltiplichiamo queste terrificanti cifre per ogni provincia italiana… 
Solo gli uccelli migratori massacrati ogni anno dai cacciatori 
italiani assommano a 150 milioni. Considerando una lunghezza 
media di 15 cm ciascuno, stendendoli tutti per terra si coprirebbe 
un percorso di 22.500 km. Lo sterminio dei migratori abbattuti 
sul suolo italiano, tra l’altro, fa ribollire di rabbia quei Paesi europei 
ed extraueuropei che, invece, si sforzano di tutelare concretamente 
gli animali di passaggio, considerati bene di tutta l’umanità.. 
Per questo il Belpaese è stato definito “il cimitero della fauna 
d’Europa”. Esclusi gli uccelli migratori, il totale degli animali uccisi 
dai cacciatori italiani raggiunge i 300 milioni di capi!

poi magari vanno in chiesa la domenica, fanno la 
comunione e sono per la vita, contro l'aborto...  



L’attività venatoria non è uno sport: il CONI ha escluso 
infatti la Federcaccia dal proprio ambito, in quanto non 
coerente con nessun tipo di attività sportiva. 
La caccia è insostenibile. I cacciatori in Italia sono 800.000. 
Se questo esercito si dispiegasse sull’intero territorio nazionale, 
comprese città, laghi, fiumi e montagne, ogni Km quadrato ne 
comprenderebbe 6!. E’ la densità più alta d’Europa. 
In Olanda e in Belgio, ad esempio, ci sono 1,4 cacciatori 
per chilometro quadrato, in Germania 1,3. Il valore medio 
dei paesi dell’Unione Europea (Italia esclusa) è di 2. Non solo. 
L’Italia sta massacrando le tutte normative internazionale 
sulla caccia, cedendo alle lobby dei cacciatori e dei produttori 
di armi. Il nostro Paese vuole consentire ai cacciatori, 
in contrasto con le leggi della Comunità europea, deroghe 
e libertà insostenibili dall’ecosistema e dalla fauna italiani. 
Già in passato la non attuazione delle norme europee in 
materia venatoria ha già portato il nostro Paese innanzi alla 
Corte 
di Giustizia del Lussemburgo. Ma la lobby venatoria 
persevera.
Tanto le multe le paghiamo tutti quanti !!!! !!!!

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SCUSATE, MA IO QUANDO MUORE UN CACCIATORE

FACCIO FESTA, PENSATE DI ME CIO' CHE VOLETE.