ANCORA COCAINA NEL SANGUE DI GENTE CRUDELE
CHE DIVENTA ANCORA PIU' CRUDELE, INDIFFERENTE
AL DOLORE ALTRUI, IO AI COCAINOMANI LI MANDEREI
VERAMENTE TUTTI QUANTI NELLE LAVANDERIE DEI
CRONICARI, SEDICI ORE AL GIORNO TOSSICI DI MERDA !!!!

Claudia con il suo cavallo e l’adorata Gina, uccisa con inaudita violenza nella notte fra giovedì e venerdì
Gina è morta, prima del sorgere del sole. La cagnolina di dieci anni percossa e ripetutamente infilzata con un forcone, quindi rinchiusa in un sacchetto cui si è tentato di appiccare il fuoco, non ha mai davvero ripreso conoscenza. Si è limitata a dar segno di riconoscere Claudia Morandi, la giovane e affranta proprietaria che le è rimasta accanto fino all’ultimo, presso una clinica di Morciano di Romagna.
Si sospetta di un cavaliere italiano. Claudia – che nell’ottobre scorso ha già subito la perdita del padre – lo frequentava appena da un mese, e lo Csio di San Giovanni in Marignano, concorso ippico internazionale in cui l’uomo gareggiava con i colori della nostra bandiera, costituiva per la coppia la prima occasione di convivenza, nel living del van di lui.
“Da alcuni giorni, notando che il compagno faceva uso di cocaina e eccedeva nell’alcol, Claudia insisteva affinché smettesse” spiega Caterina Brambilla, rappresentante legale della Morandi. “Lui reagiva male e più di una volta, nel corso delle discussioni, le aveva detto: ‘Non mi rompere, ti faccio fuori il cane’”. Mai, tuttavia, la ragazza pensava che l’uomo, padrone a sua volta di un cane e all’apparenza amante dei cavalli, potesse mettere in pratica le sue minacce.
Secondo la ricostruzione riferita dall’avvocato Brambilla, giovedì sera, dopo un alterco, Claudia va a dormire. L’indomani verso le sei il cavaliere fa rientro al van: solo a quel punto lei si accorge che il fidanzato è stato fuori, mentre il cane è sparito. “Cercatelo da sola” dice lui. Così, dopo un’ora di perlustramenti con l’aiuto degli organizzatori della manifestazione, il corpicino martoriato e in parte ustionato viene trovato appena fuori dall’impianto, rinchiuso in una busta di plastica. I gemiti di sofferenza di Gina proseguiranno fino alle cinque di stamane.
“Dalla moltitudine di persone che in questi giorni dichiarano sui social network di sapere da tempo che il soggetto in questione faceva abuso di sostanze stupefacenti, e asseriscono di essere a conoscenza di elementi riconducibili a questa vicenda, mi aspetto la disponibilità a ripetere le loro testimonianze presso la Procura della Repubblica e in sede disciplinare” aggiunge la Brambilla.
A quanto pare, nell’ambiente si era perfettamente a conoscenza degli eccessi del personaggio: “Gli sport equestri dovrebbero prevedere puntuali controlli antidoping anche sugli atleti umani: se così fosse stato, quest’orrore non sarebbe accaduto. Invece si chiude un occhio: sembra che la droga, soprattutto cocaina, sia familiare a diversi protagonisti del settore. Domani stesso, in ogni caso, presenterò un esposto alla Procura federale chiedendo la radiazione della persona in questione dalla Fise e il divieto di accesso a qualsiasi manifestazione equestre che si svolga sotto tale egida”.
Ma anche la Fei-Féderation equestre internationale, poiché l’appuntamento vede in gara ventidue nazioni, è chiamata a rispondere di controlli superficiali e scarso interventismo verso comportamenti scorretti, quando non pericolosi.
Al fianco di Claudia si schierano anche le associazioni animaliste: Enpa-Ente nazionale protezione animali, Lndc-Lega nazionale per la difesa del cane, Lav-Lega antivivisezione,IHP-Italian horse protection association che chiede, in aggiunta, chiarimenti circa la morte, venerdì, di un cavallo in gara, stroncato da infarto.
“Ci costituiremo parte civile, un gesto così grave dev’essere punito in modo esemplare. Soprattutto se davvero il colpevole è una persona che ha a che fare costantemente con cavalli e altri animali. Crudeltà e violenza oggi si rivolgono a un cane e domani, perché no, all’uomo” dice Piera Rosati, presidente Lndc, mentre Carla Rocchi, presidente Enpa, rincara: “Chiediamo alla Fise provvedimenti immediati e categorici. Se così non sarà, stavolta, anziché distinguere l’abominio isolato, ci impegneremo in una campagna serrata contro l’intero comparto equestre”. Conclude Gianluca Felicetti, presidente Lav: “Faremo fronte comune con le altre associazioni perché si addivenga a una condanna del responsabile. Questa vicenda rende ancora più urgente un’integrazione alla pur preziosa legge nazionale sui maltrattamenti agli animali, che purtroppo ancora non prevede per chi si sia macchiato di reati contro di essi l’esplicito divieto di continuare a detenerne”.
Scrive Claudia sulla sua pagina Facebook: “Oggi un’altra parte del mio cuore muore con te, dopo 10 anni di battaglie insieme mi lasci lottando fino alla fine…mi ricordo come se fosse ieri il momento in cui ti ho visto e ti ho scelta, se stata per me una compagna fedele, un’amica ma soprattutto non eri solo un cane, eri parte di me, la mia ombra, metà della mia anima e averti perso in questo modo non mi darà mai pace! Sei stata un grande cane e penso che non troverò mai nessun altro che mi ami nella maniera incondizionata in cui mi hai amato tu…ti voglio dedicare questo ultimo saluto mia piccola amica e non riesco a immaginare la mia vita adesso senza di te…sappi che sarai per sempre con me nel mio cuore… Addio Gina”.
@margdam
margdam@margheritadamico.it
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