Quando muore il tuo cane, muore qualcosa in te; di te
muore qualcosa.
Muore un affetto e nasce al suo posto un rimpianto che non è facile cacciare via.
Muore un affetto e nasce al suo posto un rimpianto che non è facile cacciare via.
Ti senti con gli occhi gonfi e non ti
vergogni. E neppure ti meravigli perché,
tanto lo sapevi già
che ti sarebbe successo. Lo sapevi che avresti pianto fin
da quando, con stizza
osservavi ingrigire i suoi peli sul muso, fin da quando
i suoi occhi, sempre
più opachi, intristivano. L’ hai tenuto in vita finché hai potuto,
fin quando
ti sei detto che non era più un cane, fin quando ti sei accorto
che sotto-sotto
lo facevi forse per te; fin quando hai capito che non ha senso
aggiungere mesi,
giorni, ore inutili alla sofferenza di un cane.
Ti sei fatto coraggio. Quando
sai leggere negli occhi di un cane, riesci
anche a dargli la morte per amore,
con gli occhi umidi e il cuore a pezzi.
Quando lui muore, provi a dirti che, in
fin dei conti, non era che una bestia.
Non serve. Ti rendi conto che proprio
per quel suo essere stato cane,
soffri una pena sottile. Tu e lui vi capivate
che era un piacere;
bastava un niente. Mille delicate e irripetibili sensazioni
ti sapeva regalare,
ma non sempre ti va di raccontarle. Temi di far della
retorica,
di impantanarti nell’enfasi. Quasi sempre succede nel parlare di cani
e c’è magari chi ti prende per matto. Decidi dunque di tenerle solo per te,
ora
che lui non c ’è più, ora che le piogge hanno cancellato sul viale
del giardino
le ultime impronte delle sue zampe. Puoi aver fatto molto per
il tuo cane;
eppure ti senti debitore perché lui ti ha dato sicuramente tutto.
E allora ti
passa per la testa l’idea che anche per i cani ci sia un aldilà,
fatto
naturalmente di solo paradiso. Ed è così, basta che tu lo voglia.
Non sai quale
arcana motivazione ti abbia da sempre così legato al cane.
Forse perché il tuo
fratello cane è della tua stessa materia e solo per
pura combinazione le tue
cellule sono di uomo e le sue nò. Forse perché
un cane, come te, nasce, vive,
soffre, gioisce, muore.
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CORRI LIBERO DAL DOLORE BENJO...
IO SO CHI TI HA FATTO DEL MALE.




